| La metto anche qua. Ho scritto il primo capitolo poi a poco a poco aggiungerò gli altri, voglio sapere cosa ne pensate. Il titolo ancora devo sceglierlo, questo è provvisorio, l'unica cosa certa è che verrà decisamente molto lunga come fan fiction, mi dispiace per voi.1.IncuboCorrevo senza sosta, senza una meta precisa, senza sapere in quali posti le mie gambe mi avrebbero condotta, l'unica certezza era che non stavo fuggendo. Corsi finchè non raggiunsi un prato dove mi abbandonai sull'erba soffice e bagnata di rugiada, niente avrebbe potuto privarmi di quella sensazione di pace e spensieratezza che aveva invaso il mio corpo. Stavo bene, avevo tutto ciò che una ragazza potesse desiderare, avevo raggiunto i miei obiettivi. Un enorme sorriso attraversò il mio volto, chiusi gli occhi e lasciai che i raggi del sole mi accarezzassero. Poi tutto scomparve, lo spazio intorno a me venne ingoiato dal buio, il calore di pochi attimi prima scomparve lasciando il posto alla paura e alla certezza che c'era qualcosa di sbagliato in tutto ciò, non avrei dovuto essere lì, era tutto sbagliato. Sentii il suono di una risata, vuota, senza gioia, mi voltai nella speranza di riuscire ad individuare da chi provenisse, ma l'oscurità era troppo fitta. Improvvisamente un fascio di luce colpì un punto di quel luogo sconosciuto e delineò i contorni di una figura incappucciata. Sebbene mi sforzassi non riuscii a vedere con chiarezza le fattezze di quel corpo poichè la luce era troppo debole. Ma non avevo bisogno della luce per capire che la risata provenisse da li. Un fruscio e altre figure si fecero spazio nel buio. Strinsi gli occhi per mettere meglio a fuoco ma non ce ne fu bisogno perchè il fascio di luce si rafforzò mostrandomi con mia profonda sorpresa, la mia famiglia, i miei amici e tutti coloro che ritenevo importanti nella mia vita, disporsi in semicerchio intorno alla figura incappucciata. Avevano lo sguardo assente come fossero ipnotizzati, quando mi videro non diedero segno di avermi riconosciuto. "Mamma! Papà!" esclamai, "cosa ci fate qui?" domandai allarmata. Non ricevetti alcuna risposta, allora mi rivolsi alla figura misteriosa. "Cosa vuoi da loro? Che cosa gli hai fatto?" ormai ero sopraffatta dalla paura. Un'altra leggera risata fredda come la precedente attraversò il suo viso. "Chi sei?" sussurrai. Vidi la figura alzare le braccia e avvicinare le mani al cappuccio che scivolò via fluido come un nastro di raso, scoprendo il volto di un uomo o forse un ragazzo che al contatto con la luce emanava uno strano bagliore argenteo. I suoi capelli dorati e non molto lunghi, gli ricoprivano la nuca ribelli. Aveva gli occhi chiusi. Rimasi paralizzata, trattenni il respriro, non avevo mai visto niente di simile. "Che cosa vuoi da me?" insistetti facendomi coraggio, i suoi occhi si aprirono di scatto e cominciarono a fissarmi, erano bianchi privi di iridi e pupille. Trattenni un urlo. Poi parlò, la sua voce assomigliava ad un sibilo. "Cosa importa adesso, ormai sei sola". Non riuscii più a trattenermi, urlai. Quando mi svegliai, ancora gridavo. Mi accorsi di avere il viso bagnato, stavo piangendo. Asciugai con la manica del pigiama le lacrime e cominciai a prendere coscienza che quello era stato solo un incubo. Dei passi frettolosi percorsero le scale e la porta della mia camera si aprì sbattendo. "Tutto bene?...Che cosa è succeso?" domandò allarmato Taylor ancora intontito dal sonno. "E' tutto ok, è stato solo un brutto sogno" lo rassicurai, "Mi spiace di averti svegliato" "Non è colpa tua...è che ti ho sentito urlare e mi sono spaventato, pensavo che...che ti fosse successo qualcosa" borbottò imbarazzato. Sorrisi. "Torna a dormire adesso, altrimenti domani non riuscirai ad alzarti" Rimase per un pò in piedi daventi alla porta, pensieroso. "Sicura di di star bene?" domandò infine "Sicurissima" Annuì. Si voltò e chiuse la porta alle sue spalle, non appena lo fece mi lasciai cadere sul cuscino e poggiai un braccio sulla fronte, sospirai. La porta si riaprì, mi voltai a vedere chi fosse. Era di nuovo Taylor. "Ehm...Emi?" chiamò "Cosa c'è?" "Buonanotte" Ridacchiai. "Buonanotte Tay". Questa volta chiuse la porta e ritornò in camera. Avevo sonno però avevo anche paura di riaddomentarmi, non volevo rifare quell'incubo che ormai mi faceva visita ogni notte da una settimana. Quella notte però era stato diverso, mi era sembrato così reale, mi domandai il perchè di quell' incubo ricorrente ma non riuscii a capire quali potessero essere le cause. I miei pensieri vorticarono intorno a Taylor, il mio migliore amico. Poi finalmente mi riaddormentai, questa volta senza sognare. |